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Versetti satanici

Fantapolitica vers. 3 Forse è dovuto al fatto che la sua ex-Presidente (dott.ssa Lombardi), che tuttora continua a mantenere il ruolo di dirigente regionale di Legambiente, è diventata assessore della Provincia BAT, guidata da Francesco Ventola che, come Sindaco di Canosa, è un convinto sostenitore dell’inceneritore SOLVIC.
Fantapolitica vers. 3
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Fantapolitica vers. 3 “Versetti satanici” è il titolo del libro che ha reso famoso Salman Rushdie e che li ha procurato una fatwa emessa dall’ayatollah Khomeyni. E’ un racconto fantastico con chiari riferimenti al profeta dell’Islam Maometto, in cui si adombra l’ipotesi che tra tutti i versetti che compongono il Corano - dettati a Maometto dall’arcangelo Gabriele - ce ne sarebbe qualcuno passato da Satana, per l’occasione apparso come arcangelo per ingannare il Profeta.
Ovviamente i versetti satanici a cui faccio riferimento non hanno alcun carattere sommo o ultraterreno, né blasfemo, sono più semplicemente quelli riportati nel comunicato ultimo del WWF (pubblicato per primo su questo blog e ribaditi sopra) che hanno avuto l'effetto di scatenare, se non proprio la fatwa, almeno la scure dell’ayatollah Mariano. Il Censore unico ha colpito ancora, alienando da un documento ufficiale un passaggio non marginale, senza chiedere alcun parere al suo autore. Un portale è chiaramente responsabile di quello che pubblica se gli autori sono personaggi sconosciuti o i testi sono riconducibili in qualche modo alla testata; lo è di quelli che giungono da associazioni note anche se si assumono in ogni caso la responsabilità di quello che dichiarano. Rimane nelle disponibilità del gestore la possibilità di anticipare il tutto con una nota in cui si declina preventivamente ogni responsabilità, o se proprio non si vogliono correre rischi, può sempre evitare le pubblicazioni fastidiose non accettandole.
Il Censore unico ha invece preferito operare un tipo di taglio (quella parziale) che andava molto in voga negli anni “70, quando un’apposita commissione si pronunciava sui destini, a volte, di opere d’arte e poteva discrezionalmente mandarle al rogo o operare qualche piccola mutilazione.
Il bisturi di Canosaweb, come di consueto, è intervenuto su una risposta che il WWF si dava circa una domanda: “A distanza di soli 18 mesi Legambiente non solo ha cambiato idea, ma addirittura vuole delocalizzare sullo stesso sito anche il sansificio e l’altro impianto S.OL.VI.C. presente in via Cerignola. Qual è stata la ragione di questo cambio di posizione?”
Ebbene sì, la risposta che il WWF fornisce, anche se anticipata da un “forse”, lascia intendere che il cambio di atteggiamento di Legambiente nei confronti dell’attuale amministrazione comunale, sia stato agevolato da un dato oggettivo: la candidatura di un suo dirigente nelle liste elettorali di Ventola presidente e la sua successiva nomina ad assessore. Possono essere in relazione i due eventi? Probabilmente lo sono, o quantomeno nessuno ha fornito una spiegazione alternativa della strana sequenza di fatti. E’ lecito sospettare? Penso di sì, specie se ad una risposta, sia pur ipotetica, segua il silenzio, magari accompagnato da una scrollatina di spalle. Canosaweb invece preferisce tacere, rendendo un pessimo servigio alla comunità che in un qualche modo serve, venendo meno perfino ai doveri di cronaca che un sito, in buona parte fatto di informazione, dovrebbe sentire come imperativo categorico.
E pensare che qualche giorno fa, precisamente sabato 16 gennaio, ad un post in home-page che paventava una possibile stretta governativa sulla rete e chiedeva, di questo, parere a Canosaweb, così rispondeva il Censore unico trasfigurato in paladino dei diritti dei più deboli e dimenticati: “noi cerchiamo di fare informazione dando voce a tutti coloro che hanno voce, a tutti coloro, che rispettando le regole, esprimono il loro dissenso e/o consenso, non possiamo fare altro. Se il Governo dovesse fare qualche legge contro la libera espressione e la libera circolazione delle idee e dell'informazione reagiremo di conseguenza. O è pazzo o è tutto cretino chi pensa di mettere bavagli al Web , vuol dire che non conosce come funziona la rete ed ha bisogno di consulenti tecnici e non di avvocati all'interno del suo staff. Trasferiremo i nostri server in Lituania e in Estonia o in Albania o in America o nel Turkmenistan, non c'è problema. Apriremo "WebLondra" ed emuleremo la grande "Radio Londra" dei tempi della guerra ed inizieremo la nostra nuova RESISTENZA ... stanne pur certo Francesco non staremo fermi!."
In quanto a propositi barricadieri non c’è male, rimane da vedere se la futura creatura, WebLondra, sarà capace di orientare scelte e di incitare alla resistenza. Per ora Canosaweb ha dato l’impressione di chi a volte lancia il sasso e molto più spesso nasconde entrambe le mani. I fautori dell’armiamoci e partite sono sempre i generali meno raccomandabili.

Pubblicato il 26.01.10 h 22:14
Modificato il 15.08.10 h 20:00

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